C H I    S I A M O    - - -   A R C I E R I   M E D I O E V A L I   D E L L E    A L P I  -  San Sebastiano     - - -

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  Arcieri in allenamento (1330) (The 'Luttrell Psalter' British Library)

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  Giovanni Baleison
  Martirio di San. Sebastiano (1484)
  Celle Macra Cuneo

    Gli arcieri delle Alpi del XIII-XIV secolo che noi rappresentiamo erano uomini di ceto medio come artigiani, commercianti e altre persone che il tiro con l'arco lo praticavano tutto l'anno sia per la caccia sia partecipando a tornei paesani e zonali, nei quali si sfidavano un gran numero di arcieri (tornei che noi facciamo rivivere nelle nostre uscite).
    Di questi tornei si hanno numerose documentazioni comunali di molti borghi del nostro territorio.

    Questi arcieri si raggruppavano in corporazioni o confraternite a difesa dei propri borghi o fortificazioni, oppure si arruolavano a formare compagnie mercenarie (come a noi piace definirci).

    Le prime due si trovavano periodicamente per esercitarsi al tiro; in molte zone questo ritrovo era solito farsi il "dì di festa", dopo la Santa Messa, e nel torneo annuale che si svolgeva nel comune di appartenenza il vincitore veniva esentato dal pagare le tasse tutto l'anno successivo.
    L'abbigliamento dell'arciere era un abito di uso comune come si vede in molti affreschi dedicati a San Sebastiano nelle chiesette a cavallo delle Alpi.

    Alcuni di questi affreschi sono tanto dettagliati da poter intuire il tipo di legno usato per la costruzione degli archi come l'affresco rappresentante il martirio di San Sebastiano di Giovanni Baleison (1484) in una piccola cappella a Celle Macra in provincia di Cuneo, che abbiamo visitato nel luglio del '97, dove si può vedere la fattura di un arco piemontese di quel periodo, come si arma un arco, la trazione e l'ancoraggio (molto basso), ed il rilascio.

    Come si nota pure in altri affreschi medioevali in altre parti d'Italia, la faretra era portata a sinistra anche da arcieri destrorsi.

    Molto particolari ed interessanti le decorazioni fatte sui flettenti degli archi, forse dipinti direttamente sul legno, oppure su pelle cruda di pecora o vitello (pergamena) incollata sul dorso a rinforzare la parte sottoposta a trazione.

    I legni usati per costruire i nostri archi, come un tempo, sono il Tasso (Taxus Baccata), il Maggiociondolo o Citiso (Lamburnum Anagyroides), ottimo legno per archi tanto quanto (se non migliore) del più titolato Tasso, Corniolo, Nocciolo, Sambuco, Frassino e Olmo. Per le corde usiamo lino e seta.

    GLI ARCIERI DELL'AFFRESCO DI GIOVANNI BALEISON "MARTIRIO SI SAN SEBASTIANO" (1484)
    RIPRODOTTI IN DISEGNO DAL GRUPPO HARCOURT.

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